Un paio erano senza voce. Uno aveva un occhio gonfio. Qualcuno raffreddato e il resto , semplicemente, stanchi.

Ieri, dopo una settimana, si è concluso il campo scout (Vacanze di Branco per gli addetti ai lavori) di mio figlio e, guardando i suoi capi scout, ho visto giovani uomini e giovani donne un po' stanchi ma con un cuore grande, spalle larghe e un mega sorriso stampato in faccia.

Viva lo scoutismo!

Io sono stata il capo scout dei capi scout di mio figlio. E forse è per questo che ieri, quando siamo andati a prenderlo, durante il pranzo, non ho potuto fare a meno di osservarli. Sono ragazzi giovani. Che hanno dedicato parte delle loro ferie a 60 piccoli lupetti urlanti, vivaci e, in molti casi anche  PUZZOLENTI.

Mentre chiacchieravo seduta a terra con Bagheera e Akela è venuta a salutarli una piccola lupetta che doveva andare via.

Akela è un giovane ventenne universitario. Ha gli occhiali e una barba incolta che lo fa sembrare più grande. 

La lupetta si è avvicinata a lui e gli è letteralmente saltata al collo. Si è seduta sulle sue gambe e  ha cominciato a dirgli una serie di cose che non scriverò ma che -vi assicuro- mi hanno fatto sciogliere.

Assistere a quella complicità e a quelle coccole mi ha commosso.

Per chi non lo sapesse, lo scoutismo è un movimento mondiale che attraverso l'avventura, l'esperienza comunitaria, la condivisione, la spiritualità e il GIOCO si propone di "formare" uomini e donne che sappiano SCEGLIERE.

 

Tutto col gioco, niente per gioco.

 

Ieri non ho avuto occasione, però, ad Akela, Bagheera e a tutti gli altri capi, da genitore, avrei voluto dire che:

 

Sporcarsi le mani, in questo tempo difficile che stiamo vivendo, non è solo un segno. Non è solo un sogno. E' speranza. E i genitori hanno bisogno di speranza. Per cui, grazie.

 

"Conosci la gioia di spenderti in sacrificio". Col vostro servizio, col tempo speso per quei piccoletti, avete dimostrato di non averlo tenuto per voi il bene ricevuto.  Per cui, grazie.

 

"Sai, l'ha detto anche B.p. , lascia il mondo migliore di così!". Visti tutti gli abbracci che avete ricevuto dai lupetti avete seminato bene. I bambini hanno bisogno di esempi credibili per poter sbocciare. Per cui, grazie.

 

"Servire è la sfida, il futuro è domani. Affrontiamo con coraggio ogni salita, dritti al futuro sulle strade della nostra vita". Fare il capo scout è una scelta di servizio. Gratuita. Fare il capo scout, essere un capo scout, non è solo portare i bambini al campo scout. E' tempo impiegato a organizzare, programmare e verificare. E' formazione permanente. E' correzione fraterna. E' elasticità e incontro di vedute differenti. E' riunioni su riunioni, la sera tardi e la mattina presto. E', qualche volta, anche scontro che può essere doloroso. Servire, educare è VERAMENTE una sfida. Per cui, grazie.

 

"Quanti passi fatti insieme, allegria di una fatica ancor più meravigliosa perché...fatta con te". Io conosco perfettamente il valore inestimabile di tratti di strada percorsi assieme. Condividere una notte dentro un sacco a pelo, un piatto di pasta scotta e senza sale, i pidocchi, gli scherzi col dentifricio, un'unica borraccia piena d'acqua, la nostalgia per la mamma, una preghiera semplice attorno ad un fuoco, la cacca e la pipì in mezzo al bosco, una doccia ghiacciata all'aperto, la paura per i rumori notturni, la veglia alle stelle, le vesciche da scarponi e zaini sempre troppo pesanti, sono un dono così bello che non potevo non fare in modo che anche mio figlio lo ricevesse. 

Per cui, cari e bellissimi capi, GRAZIE.

Assai, assai.

<3

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